Appendice B:

Il caso Candace Conti

La vicenda della statunitense Candace Conti [1] e del suo molestatore Jonathan Kendrick merita un’analisi specifica dal momento che rappresenta, fino alla data di ultimazione di questo articolo, verosimilmente il più noto caso di abusi sessuali verificatisi nella comunità dei testimoni di Geova, sebbene non il più eclatante dal punto di vista della quantificazione dell’indennizzo. Kendrick era stato precedentemente rimosso dai suoi incarichi (era servitore di ministero) per aver molestato una figliastra con l’accarezzamento dei seni. Non appena informati del fatto, gli anziani della congregazione locale avevano detto chiaramente sia alla ragazza che alla madre che essi avevano pieno diritto di denunciare Kendrick, cosa che non sarebbe avvenuta che diversi anni dopo.

Di lì a qualche anno, Kendrick si era separato dalla moglie, aveva cambiato congregazione e aveva conosciuto la Conti. Secondo il racconto della giovane, mai confermato da Kendrick [2], quest’ultimo avrebbe abusato di lei diverse volte dal 1993 in poi, quando lei aveva 9-10 anni, approfittando degli appuntamenti presi per l’opera di predicazione (nella versione della Conti, Kendrick si allontanava di nascosto dal gruppo portando la Conti con sé a casa di lui, ove sarebbero avvenute le molestie). Diciotto anni più tardi (2011) la Conti, che non si è mai battezzata come Testimone, ha ritenuto di citare in giudizio, oltre a Kendrick, anche la congregazione – North Fremont – cui si associava quest’ultimo e la stessa WT. In buona sostanza, l’accusa consisteva nel fatto che l’Organizzazione non avesse informato né la congregazione né i genitori della Conti del passato da molestatore di Kendrick. Si supponeva inoltre che gli anziani della nuova congregazione non avessero vigilato adeguatamente sulla condotta del molestatore recidivo, permettendo indirettamente che costui avesse dei contatti con la giovane vittima.

Immagini di Candace Conti e dell’accusato, Jonathan Kendrick [3].

La WT aveva perso in primo grado il processo (2012), con una sentenza che la obbligava al versamento di 28 milioni di dollari, una cifra da capogiro, a titolo di risarcimento. Il 40% della cifra era determinata a carico della WT e della congregazione di cui faceva parte Kendrick, e la restante parte a carico di quest’ultimo. Quanto questa condanna, poi – come vedremo – drasticamente ridotta in appello, fosse condizionata da pregiudizi e qualunquismo, si può ben evincere dalle dichiarazioni rese alla stampa da Rick Simons, avvocato della querelante: secondo Simons, ‘il punto chiave nel caso Conti è costituito dalle direttive scritte della Watchtower, che dava istruzioni a tutti gli anziani nelle congregazioni dei testimoni di Geova degli USA di mantenere segreti i racconti di abusi sessuali fra i testimoni di Geova per evitare processi giudiziari’. Simons sostenne che il caso Conti ‘affronta direttamente le disposizioni di tenere il riserbo su questioni di segretezza, adottate nel 1989 e tuttora vigenti’.

Se si volesse sintetizzare adeguatamente l’“esatto contrario della verità” in merito alla gestione degli abusi da parte dei testimoni di Geova, nessuno riuscirebbe a fare meglio di Simons e del suo capolavoro di disinformazione. E si tratta di una precisazione assolutamente necessaria, dato che dopo il primo grado di giudizio si è proclamato da più parti – incluse fonti d’informazione mediamente credibili – che la WT sarebbe stata condannata per le proprie politiche finalizzate a evitare la denuncia dei crimini sessuali per meschine ragioni di propaganda. Affermazione non solo non confermata dalle direttive ufficiali, ma, come ampiamente documentato nell’articolo principale, da esse contraddetta.

Invero, le asserzioni di Simons si basavano su una lettura ingannevole di una circolare, datata 1° luglio 1989, l’unica citata nella sentenza di primo grado, indirizzata a tutti i corpi degli anziani degli USA e facilmente reperibile sui forum di fuoriusciti dissidenti. Nella lettera i corpi degli anziani erano ammoniti di non rivelare a nessuno questioni confidenziali inerenti singoli membri delle congregazioni per non incorrere in noie legali (e d’altro genere). Il senso di tali istruzioni è talmente banale da non richiedere particolari approfondimenti; facciamo comunque un veloce esempio. Un fedele del gruppo si reca dagli anziani sostenendo di aver subito una frode da un conservo cristiano. Gli anziani riescono a convincerlo a desistere dal proposito di un’azione legale, facendogli magari anche notare l’inconsistenza dei suoi presupposti. Si supponga che, dopo detta conversazione, uno degli anziani del corpo riveli incautamente a terzi tale accusa (infondata) di frode: ciò potrebbe dare all’accusato le basi per procedere a sua volta, legalmente, per calunnia nei riguardi del proprio accusatore. Questo semplice scenario permette di afferrare compiutamente lo spirito della circolare.

Non v’era d’altro canto in questa lettera alcuna indicazione di tenere consapevolmente le autorità all’oscuro dei casi di molestie sessuali o di dissuadere le vittime degli abusi da denunce, cosa che, lo ripetiamo, sarebbe stata in palese contrasto con altre indicazioni diramate sia prima che dopo il 1989. È anche degno di nota che la circolare non riguardasse direttamente i casi di abusi su minori, citati solo in un paragrafo talmente breve (su un totale di ben 6 pagine) che lo riportiamo per intero di seguito: “Molti Stati hanno leggi inerenti le segnalazioni di abusi su bambini. Quando gli anziani ricevono segnalazioni di abusi fisici o sessuali su di un bambino, devono contattare immediatamente l’Ufficio Legale della Società. Le vittime di tali abusi devono essere protetti da ulteriori danni”. [4]

Continuiamo ora con l’esame della sentenza di primo grado. La WT rifiutò la possibilità (offerta dal giudice, e accettata anche dalla Conti) di rinunciare ai successivi gradi di giudizio in cambio di un risarcimento di entità complessivamente inferiore, e presentò appello. Nel 2015 il nuovo processo si conclude con una sentenza molto più mite: la WT viene riconosciuta colpevole del danno di negligenza, ossia di non aver vigilato sulla condotta di Kendrick, ma assolta dall’accusa di aver coperto gli abusi. Il risarcimento danni a carico della WT inoltre precipita da 28 a 2,8 milioni di dollari: un vero e proprio crollo verticale (90%). [5]

Sarà interessante prendere nota di alcuni passaggi della sentenza d’appello, che riassume anche gran parte delle risultanze della precedente. Ad esempio, l’accusa di negligenza sopravvisse ad entrambi i gradi di giudizio malgrado gli anziani deponessero davanti alla Corte che a Kendrick era stato esplicitamente vietato di mostrare affetto ai bambini, di prenderli in braccio, di partecipare alla testimonianza di casa in casa o di lavorare nella Sala del Regno insieme a loro [6]. Monica Applewhite, assistente sociale ed esperta di abusi sull’infanzia, oltre ad encomiare i criteri di riservatezza seguiti dall’Organizzazione nel gestire le informazioni di natura personale, in primo grado aveva detto che Kendrick non era mai stato messo in una posizione che gli consentisse di stare da solo con dei bambini, che gli anziani avevano esercitato sull’individuo la dovuta sorveglianza, e che le politiche seguite negli anni ‘90 dall’Organizzazione per difendere i minori dagli abusi erano mediamente superiori a quelle generalmente adottate e considerate adeguate [7].

La Corte d’appello rigettò inoltre le pretese dei legali della Conti che gli anziani dovessero avvertire la congregazione delle supposte tendenze di Kendrick citando, nelle motivazioni, ben 7 sentenze di avviso contrario [8]. Affermò che “l’imposizione di un obbligo di avvertire [la congregazione] avrebbe conseguenze sociali dannose. Scoraggerebbe i trasgressori dal ricercare un intervento potenzialmente benefico, e contravverrebbe alla politica pubblica contro la divulgazione delle informazioni raccolte in confessione. Nessuna colpa può essere attribuita agli imputati per avere aderito a tale politica” [9]. Per le medesime ragioni, la Corte concluse che gli anziani non avevano alcun dovere, da un punto di vista giuridico, di vigilare sulla condotta di Kendrick, supposto che non l’avessero fatto [10].

L’unico punto nel quale la Corte d’Appello trovò la WT e la congregazione di Fremont colpevoli di negligenza fu la circostanza secondo cui a Kendrick fosse concesso di accompagnare la giovane proclamatrice nell’opera di proselitismo, la quale, nelle narrazioni della Conti, sarebbe stata teatro della maggioranza delle molestie. È da rilevare che questa conclusione fu raggiunta malgrado il fatto che gli anziani testimoniassero sotto giuramento che i bambini, ove mai partecipassero al servizio di campo, non erano mai abbinati con adulti diversi dai propri genitori. In più punti la sentenza riconosceva comunque che la negligenza era in ultima analisi da attribuire al corpo degli anziani della congregazione di Fremont, che non aveva attuato le esplicite disposizioni scritte comunicate dalla sede centrale [11]. Ciononostante, la WT fu ugualmente condannata su questo punto perché ‘non aveva imposto’ alla congregazione di Fremont o allo stesso Kendrick la propria politica di limitazione del servizio di campo nei confronti di un abusatore.

Si dirà che un indennizzo da 2,8 milioni di dollari rappresenti pur sempre una cifra ragguardevole, ma ciò porterebbe ad una nuova delusione. La WT infatti si è appellata anche contro questa seconda sentenza, ed ha poi rinunciato all’appello quando è stato raggiunto (in data 23/6/15) un accordo extra giudiziale con la Conti sul risarcimento; risarcimento del quale non è stata mai resa nota l’entità, ma ovviamente inferiore a quanto stabilito anche dalla sentenza di secondo grado. [12]

La vicenda, per l’inevitabile effetto ‘bolla di sapone’ prodotto alla sua conclusione naturale, è stata letta dai più come una sonora sconfitta per i denigratori dei testimoni di Geova. Cosa rimane, in definitiva, del tanto sbandierato affaire Conti? La presa d’atto dell’esistenza di un problema di abusi sessuali anche fra i testimoni di Geova, che ricorda la famosa scoperta dell’acqua calda, dato che ciò non è mai stato negato da alcuno; un problema di negligenza nella gestione di un individuo reo di pedofilia, negligenza la quale, essendo ben chiare le direttive dalla WT, è stata sostanzialmente imputata alla congregazione locale; la conferma del fatto che non esiste un obbligo teorico di rendere noti alle autorità i casi di abusi sessuali, obbligo cui questa sentenza ha strappato via la sponda legale offerta in primo grado.

Un salasso per la WT? Il caso Conti ci permette di fare una riflessione di natura finanziaria. Le (rare) cause legali che si concludono, nell’ultimo grado di giudizio, con una sconfitta per la WT e l’imposizione di un risarcimento economico a favore delle vittime di abusi sessuali incidono forse in una misura che può dirsi significativa per le finanze dell’Organizzazione dei testimoni di Geova? O addirittura, la WT rischia la ‘bancarotta’ (come si legge in certe nevrasteniche esposizioni) per tale motivo?

Smonteremo questa pretesa con una confutazione che potrà sembrare cinica: ma – intendiamoci – non più cinica della pretesa stessa, che nasconde la solita puerile smania di vedere “annientato il nemico”. La solidità di una struttura organizzata è in larga misura funzione della relativa potenza economica: privatela del suo denaro, e la distruggerete.

Trattasi comunque di una pia illusione, che una fredda, ‘cinica’ appunto, analisi dei numeri in gioco destituisce senza pietà d’ogni fondamento. Come testimoniato da uno degli atti depositati per l’appello, il solo complesso di Patterson (USA, al tempo sede del Corpo Direttivo) aveva, nel 2012, un valore commerciale di 162 milioni di dollari [13]: prendendo a riferimento i 2.8 milioni della sentenza d’appello, ce ne sarebbe abbastanza per pagare più di 57 “casi Conti”. A completamento del quadro aggiungiamo che la WT possiede dozzine di filiali in tutto il mondo, migliaia di Sale del Regno e dei congressi, e un numero incalcolabile di proprietà d’altro genere (che includono, ed è solo un esempio, appartamenti donati dietro testamento da testimoni di Geova deceduti senza eredi naturali). E si tenga presente che si sta parlando solo ed unicamente del comparto immobiliare.

Un altro dato che contribuisce a demolire (se fosse ancora necessario) l’illusione è quello, pubblicato nell’Annuario dei testimoni di Geova, sulla spesa annuale destinata ad un altro dei suoi segmenti di attività, il mantenimento dei ministri a tempo pieno (pionieri speciali, missionari, sorveglianti viaggianti e altri), che è dell’ordine delle centinaia di milioni di euro annuali. Ad esempio nell’anno della sentenza di primo grado (2012) era stata di 184 milioni di euro, e in quello della sentenza d’appello (2015) di 236 milioni di euro [14]. Parliamo dunque, in definitiva, di un patrimonio plurimiliardario (in dollari), in proporzione al quale un risarcimento di 2.8 milioni appare risibile, e paragonabile ad una multa da 10 euro inflitta a qualcuno che percepisca uno stipendio da quattro o cinquemila euro al mese.

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NOTE IN CALCE

[1] I dettagli sia sul procedimento di primo grado che su quello d’appello si possono leggere nel resoconto di quest’ultimo: Court of Appeal of the State of California , 1st Appellate District, Division three – Candace Conti v. Watchtower Bible & Tract Society of New York, inc., 13/4/2015. Esso è scaricabile dal seguente sito: http://www.courts.ca.gov/opinions/archive/A136641.PDF . I riferimenti alla sentenza indicati nel seguito sono relativi a quest’ultima versione. La traduzione è opera di tdgonline. [torna al testo principale]

[2] Il padre, la madre della Conti, tre anziani di congregazione e tre altri membri della medesima testimoniarono a processo di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati da parte di Kendrick. Ad esempio non l’avevano mai vista abbracciare la bambina, farla sedere sulle sue ginocchia, uscire da soli dalla Sala del Regno o per l’opera di proselitismo, che erano fra le dichiarazioni rilasciate dalla Conti in sede processuale. La sentenza cita il nome di una sola persona che avrebbe confermato tali atteggiamenti, Carolyn Martinez. La stessa Conti aveva fornito testimonianze frammentarie e contraddittorie sul proprio vissuto. Comunque, alcuni consulenti in psicologia e psichiatria nominati come periti nel processo erano giunti alla conclusione che gli abusi fossero effettivamente avvenuti e che i resoconti non sempre coerenti della Conti fossero un riflesso dei disordini mentali conseguenti agli abusi stessi. – ibid., pagg.8, 9. [torna al testo principale]

[3] bishop-accountability.org ; mercurynews.com . [torna al testo principale]

[4] Citazione originale: “Many states have child abuse reporting laws. When elders receive reports of physical or sexual abuse of a child, they should contact the Society’s Legal Department immediately. Victims of such abuse need to be protected from further danger”. [torna al testo principale]

[5] La sentenza azzerò l’imputazione per cui la WT avesse mancato di avvertire i genitori della Conti e la congregazione che Kendrick aveva molestato la propria figliastra. Questa imputazione di rilevanza penale, ritenuta insussistente per via del segreto confessionale, era stata sanzionata in primo grado con risarcimento di 21 milioni di dollari. Rimaneva invece il risarcimento dei danni conseguenti alla negligenza, quantificati in 7 milioni, dei quali solo il 40% (2.8 milioni) a carico dell’Organizzazione. La quota parte a carico di Kendrick (4.2 milioni) era del tutto simbolica, dato che il condannato non aveva ovviamente i mezzi economici per sostenerla. [torna al testo principale]

[6] Ibid., pag. 7. [torna al testo principale]

[7] Ibid., pag.10. [torna al testo principale]

[8] Ibid., pag. 12, 13. [torna al testo principale]

[9] Ibid., pag. 15. [torna al testo principale]

[10] Ibid., pag.18, 19. [torna al testo principale]

[11] Ibid., pag. 22, 23, 25. [torna al testo principale]

[12] http://appellatecases.courtinfo.ca.gov/search/case/dockets.cfm?dist=0&doc_id=2109889&doc_no=S226656. [torna al testo principale]

[13] Church Defendants’ Reply in Support of Motion to Subsitute or Reduce Bond on Appeal, 8/11/2012. [torna al testo principale]

[14] Annuario dei testimoni di Geova 2013, pag. 178; Annuario dei testimoni di Geova 2016, pag.176. [torna al testo principale]