Appendice C:

Compendio di casi legali

I nostri sforzi hanno mirato fin qui a dare risalto alle disposizioni ufficiali e alla relativa documentazione a sostegno, che evidentemente contano molto più della specificità degli episodi. Il problema vero infatti non è se il testimone di Geova di turno sia effettivamente un pedofilo o un molestatore, ma se le norme emanate dalla dirigenza del gruppo palesino delle negligenze che possano in qualsiasi modo favorire tali atti scellerati, o contribuire a nasconderli.

Naturalmente è legittimo che non ci si voglia limitare all’enunciazione teorica della questione, prescindendo del tutto dalle sue dimensioni reali, dimensioni che le notizie di cronaca concorrono a quantificare. A leggere le pagine del web gestite dai fuoriusciti critici dei testimoni di Geova, si direbbe in effetti che questo gruppo sia afflitto da una ‘ecatombe’ di abusi sessuali e di relative vicende giudiziarie. Si tratta ovviamente di un effetto voluto e facilmente raggiungibile limitandosi ad aprire una discussione in un forum, o scrivendo un parere in un blog, ogni volta che fra le news dei motori di ricerca salta fuori una ‘vicenda di abusi’, con inevitabile seguito di commenti ‘inorriditi’ all’insegna di un abominio tanto giustificato quanto convenzionale nelle forme. Quando sente di notizie come queste, il lettore medio si limita a prenderne atto con (comprensibile) repulsione e la (meno comprensibile) tendenza a creare un’associazione di idee fra il movimento religioso ed il fatto, ricavandone inavvertitamente il preconcetto per cui le molestie sui minori sarebbero una sorta di elemento caratterizzante dei testimoni di Geova. Ed è, inutile dirlo, precisamente quanto i detrattori vogliono ottenere. Pochi sono disposti a inquadrare questi eventi nel loro esatto contesto statistico, osservando ad esempio che, per un singolo caso di testimone di Geova abusatore, ve ne sono decine di migliaia di altri che nulla hanno a che fare con tale abietto crimine.

E non è tutto, perché, come già osservato a proposito del caso australiano, moltissime variabili concorrono a prendere le misure corrette del fenomeno, e il modo con cui i detrattori pretenderebbero di effigiarlo (ovvero enumerando acriticamente le notizie di cronaca che vi fanno riferimento) è certo il più insensato e il meno rigoroso che si potrebbe immaginare. Ad esempio si trascura, come se fosse un dettaglio di poco conto, che spesse volte la cronaca riporta episodi che si verificano sì, “in qualche senso”, nella comunità dei testimoni, ma i cui responsabili non sono, né sono mai stati, affiliati di questa religione. Ugualmente includere nel novero episodi di abusi non ancora dimostrati, o addirittura semplici sospetti, come quelli cui non di rado fanno riferimento gli articoli di giornale nelle prime fasi delle indagini, è fuorviante (oltre che eticamente inaccettabile).

Restringiamo dunque i termini del ragionamento ai soli casi di accuse provate di abusi e i cui colpevoli sono testimoni di Geova battezzati. Queste eventualità si concludono naturalmente con una sistematica condanna degli imputati, il che non costituisce un elemento di particolare rilievo; diversa è invece, come ripetiamo, l’eventualità che anche l’organizzazione dei testimoni di Geova sia riconosciuta colpevole e a sua volta condannata. Si tratta di eventualità molto frequenti? Quante cause di abusi sessuali scaturiscono in una ‘vittoria contro la Società Torre di Guardia’, e quante invece in una vittoria, formale e/o sostanziale, di quest’ultima? Sarete forse sorpresi di riscontrare che mentre il primo insieme è assai ristretto e verosimilmente (a tutt’oggi) può essere contato sulle dita di due mani, nella grande maggioranza dei casi si ricade nel secondo, del quale proponiamo di seguito una breve antologia con poche parole di dettaglio.

Affari Long, Meyers, Beal et al., Decorso, Welch/Nicole D/Tabitha H. , Kara L., West et al., Gutierez et al., Tim W., Grafmyer, A.B./G.G./S.H./N.H. et al.. Quello indicato è un sottoinsieme di un elenco (più lungo in origine) di casi accomunati dalla circostanza di essere stati patrocinati dalla medesima ditta americana di consulenza legale specializzata in abusi su bambini, la tuttora operativa Love & Norris con sede a Fort Worth nel Texas, e dibattuti in varie aule giudiziarie statunitensi a partire dagli anni ’90. Tutti questi si sono conclusi, per quanto riguarda il ruolo della WT, con un nulla di fatto. Nei casi Long, Meyers, Beal et al. e Decorso le accuse sono state ritirate su consiglio degli stessi avvocati, per il rischio di sconfitta o di un risarcimento troppo basso e superato dalle spese legali. Tutti gli altri sono stati archiviati con la formula dismissed with prejudice, una sentenza di archiviazione che per sovrammercato interdice ai querelanti la possibilità di presentare appello [1]. Fra le motivazioni che possono indurre un magistrato statunitense ad un verdetto dismissed with prejudice vi sono quelle per cui l’attore abbia mostrato malafede, cercando di fuorviare la Corte, o abbia persistito nel presentare argomentazioni futili e inconsistenti.

Affare Amy B. / Kelley (1992-2004). Imputati in questo procedimento giudiziario erano la WT, due congregazioni del Texas e soprattutto Larry Kelley, accusato di abusi verso la minore indicata nei resoconti come Amy B.. La lettura degli atti processuali rivela una imbarazzante approssimazione e una esposizione grossolana, quando non umoristica, della prassi dei testimoni di Geova. Vi si legge ad esempio che Kelley avrebbe ricevuto dalla congregazione l’incarico di allestire uno spettacolo di burattini (!), e che gli anziani avrebbero affidato – chissà perché – ad Amy B., che allora aveva appena otto anni, la responsabilità di prendersi cura della moglie disabile di Kelley. Ad ogni modo, nel 2004 il giudice Pirtle ha stralciato la WT dal processo, concludendo che, nelle circostanze in parola, nessun obbligo legale di sorveglianza del trasgressore poteva essere addossato all’organizzazione. Il processo dunque avrebbe dovuto proseguire a carico esclusivamente del supposto abusatore (che ha sempre negato ogni accusa) e delle due congregazioni, ma non è noto se ciò sia effettivamente avvenuto; secondo alcune voci, i querelanti, con l’uscita di scena della WT e dunque della fonte potenziale di un cospicuo risarcimento economico, avrebbero rinunciato a portare avanti le proprie ragioni. [2]

Affare Rees / Baker (1998-1999). Una volta divenuto maggiorenne, Bryan Rees, americano del Maine, aveva intentato causa contro Larry Baker, testimone di Geova, per numerosi episodi di molestie (ammessi dal reo) verificatisi fra il 1989 ed il 1992 e vi aveva altresì coinvolto la WT, sostenendo che gli anziani, in ottemperanza a non meglio precisate direttive, avevano omesso di avvertirlo che Baker si era già macchiato in precedenza di abusi, mettendolo così in condizione di reiterarli. Rees ha vinto la causa contro Baker vedendosi riconoscere un risarcimento di 1.2 milioni di dollari (verosimilmente solo teorico), ma al contempo il tribunale del Maine ha archiviato la posizione della WT, giudicata non colpevole di quanto si era tentato di addebitarle. [3]

Affare Boer / Palmer (2002-2003). Va sotto questo nome una delle più sonore batoste per gli oppositori dei testimoni di Geova che la cronaca abbia mai registrato, con esiti degni di una commedia degli equivoci. La canadese Vicky Boer aveva denunciato gli anziani della sua congregazione e la WT per negligenza nella gestione degli abusi ricevuti da parte di suo padre quando lei era minorenne, chiedendo attraverso i suoi avvocati una cifra di 700.000 dollari. La WT propose una risoluzione bonaria della lite sulla base di una cifra di 50.000 dollari, ma la Boer rifiutò e decise di portare avanti la causa. Il risultato fu che la Corte le assegnò un risibile risarcimento di 5.000 dollari per danni conseguenti alla negligenza di un singolo anziano, con l’esplicita motivazione che costui non aveva seguito la politica ufficiale dell’Organizzazione (della quale quindi indirettamente si affermava la correttezza), e ricusò ogni responsabilità della WT. Non solo, ma stabilì che la Boer stessa avrebbe dovuto a sua volta erogare una somma (comprensiva dell’onorario del proprio avvocato e delle spese legali sostenute dalla WT) di ben 142.000 dollari! Più ancora che il rocambolesco finale, tuttavia, sono assolutamente da sottolineare e ricordare molti passaggi delle motivazioni della sentenza. Fra le altre cose, fu verbalizzato che la politica dell’Organizzazione in Canada era di denunciare senza meno gli abusi; che gli anziani avevano mostrato comprensione e solidarietà nel trattare la Boer, accogliendo il suo racconto senza alcuno scetticismo; che, lungi del cercare di coprire la vicenda, avevano esortato al di là di ogni dubbio sia la vittima che l’abusatore a recarsi dalla Children’s Aid Society, un ente per la difesa dei minori approvato dal governo canadese; che la posizione ufficiale dell’Organizzazione è che i ‘tre passi’ di Matteo capitolo 18 (che richiedono fra l’altro di affrontare faccia a faccia il trasgressore) non si applicano agli abusi sessuali. Ogni pretesa della supposta violazione del rapporto di fiducia fra la donna e gli anziani fu sconfessata. Fu affermato che gli anziani avevano esplicitamente incoraggiato la Boer a rivolgersi ad uno psicologo, consiglio che fu proprio la ragazza a non voler applicare. La Corte definì ‘convincenti’, ‘onesti’ e ‘sinceri’ gli anziani di congregazione chiamati a deporre sul caso, laddove i resoconti della Boer erano spesso incoerenti e confusionari. Infine, il giudice rifiutò di prendere in esame le consulenze di due ex-testimoni di Geova presentati dalla querelante come ‘esperti’ di prassi dei Testimoni in materia di molestie, James Penton e Barbara Anderson (due ‘pionieri’ dell’apostasia riveriti come guru dai fuoriusciti dissidenti), qualificando le asserzioni di quest’ultima per ‘dicerie’: come dire, il colpo di grazia [4].

Affare Rodriguez / Beliz (2002-2003). A motivo di vari episodi di molestie ai danni di una bambina, il responsabile Manuel Beliz dello stato USA di Washington è stato sottoposto a sanzioni sia dalla congregazione (disassociato) che dalle autorità secolari (denunciato e condannato a 11 anni di carcere). Alcuni familiari della vittima, dopo che la condanna contro Beliz era stata già emessa, hanno pensato bene di querelare la congregazione di Othello e la WT. I Rodriguez sostenevano infatti di essere stati minacciati a loro volta di disassociazione se avessero provato a trascinare Beliz in tribunale. Questa circostanza, essendo del tutto sprovvista sia di testimonianze dirette che di base documentale, non è mai stata provata in sede di dibattito. Le accuse a carico della WT si sono sciolte come neve al sole ed il 17 settembre del 2003 il caso è stato archiviato. [5]

Affare Berry / Poisson / Berry (2002-2005). Una causa tutta in famiglia, nella quale Paul Berry era accusato di abusi nei riguardi di una figlia e di una figliastra, entrambe minorenni. La moglie, Sara Poisson, da disassociata aveva querelato gli anziani della congregazione (Wilton, nel New Hampshre) perché costoro non avrebbero denunciato l’abusatore, e avrebbero anzi dissuaso lei dal fare lo stesso. La Poisson ha perso sonoramente la causa fino all’ultimo grado di giudizio, con sentenza del 15 luglio 2005, in cui era stabilito: che gli anziani non avevano alcun obbligo di denuncia; che non esisteva alcuna ‘relazione fiduciaria’ (nel senso giuridico del termine) fra gli anziani e la vittima; che non si poteva addebitare agli anziani alcuna negligenza secondo il principio (stabilito in diritto processuale) che ‘assente un dovere, non c’è negligenza’; che né essi né la WT aveva in alcun modo favorito gli abusi consumatisi fra le pareti domestiche. Trionfo su tutta la linea. [6]

Affare Conti / Kendrick (2011-2015). Il “ben noto” caso ‘Candace Conti’, nel quale un astronomico risarcimento di 28 milioni di dollari (sentenza di primo grado) è precipitato prima ad un decimo di tale somma (appello), e poi ad un importo ancora più basso, stabilito in via extragiudiziale, e che gli avvocati della parte lesa non hanno mai reso noto. Benché sia fra i pochissimi casi nei quali una parziale condanna della WT abbia avuto effettivamente luogo, la causa merita una menzione perché in essa si è affermato chiaramente il diritto all’esercizio del segreto confessionale da parte dei testimoni di Geova. Si veda un’analisi di dettaglio di questo caso nell’appendice B.

Affare Lopez / Campos (2012-2018). Gonzalo Campos, un testimone di Geova Californiano, ha abusato di diversi minori a partire dal 1982. Fra le sue vittime, al centro di una causa iniziata nel 2012, vi era Jose Lopez. In primo grado la società WT è stata condannata al pagamento di 13 milioni e mezzo di dollari per ‘non aver protetto Lopez’ dal suo molestatore (che era stato successivamente nominato anziano, e poi disassociato) e per una presunta mancanza collaborazione con la Corte, consistente nel supposto rifiuto di consegnare la documentazione conservata nei propri archivi. Per questo successo parziale, la causa “Lopez vs WT” viene spesso additata dai fuoriusciti come una delle più eclatanti a carico della WT, ma essi (guarda caso) trascurano di solito di narrarne la seconda parte: la WT ha infatti presentato appello, e la Corte d’Appello ha completamente azzerato la sanzione pecuniaria, concedendo la possibilità di produrre la documentazione richiesta. Prima che ciò potesse avvenire, la WT e l’avvocato di Lopez decisero di porre fine alla lite concordando il versamento di una somma a titolo di risarcimento. Il difensore di Jose Lopez, sollecitato dalla stampa, non ha mai voluto svelare l’entità dell’indennizzo risolutivo. [7]

Se Andreotti aveva qualche ragione nel dire che a pensar male ci s’indovina, è impossibile non sospettare che, quando si parla di abusi, molto più che qualche “nobile” ideale come il trionfo della moralità, sia la speranza di un tornaconto economico ai danni della WT la motivazione ultima dei vari tentativi di trascinarla in tribunale. Ma – come si è visto – più che di speranza di solito si tratta di miraggio.

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NOTE IN CALCE

[1] Jehovah’s Witnesses Child Abuse Policy – Exposing the Myths – ______vs. Watchtower. [torna al testo principale]

[2] ibid. [torna al testo principale]

[3] ibid. [torna al testo principale]

[4] Vicky Boer Decision Text, Ontario Superior Court of Justice, court file no: 9K-CV-154117 del 26-06-2003; Woman who won $5,000 in a sex abuse suit against church must pay legal costs, Religion News Blog, articolo del 30/09/2003. [torna al testo principale]

[5] Jehovah’s Witnesses Child Abuse Policy – Exposing the Myths – ______vs. Watchtower. [torna al testo principale]

[6] The Supreme Court of New Hampshire, Hillsborough-southern judicial district, No. 2003-779, Holly Berry & a. v v. Watchtower Bible and Tract Society of New york, Inc. & a, 15/7/2005. [torna al testo principale]

[7] San Diego Reader, Jehovah’s Witnesses to settle sex-abuse case, articolo on-line del 12/1/2018. [torna al testo principale]