Colossesi 1:13-20: Adattamento?

tmn-01Critici di diverse chiese accusano i testimoni di Geova di “manipolare” il testo biblico per adattarlo alle loro peculiari dottrine. Analizziamo quindi una delle tante accusa inconsistenti rivolta alla
Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre scritture. Uno dei passi messi sotto accusa è Colossesi 1:13-20. Come stanno le cose?

Adattamenti : si o no ?

Può sembrare strano ma gli “adattamenti” sono qualcosa che fanno tutti i traduttori per rendere “armonico” il testo che si traduce con il contesto. Non si tratta di assegnare il significato corrispondente ad una parola ma trasmettere pensieri e idee. In una lingua certi termini possono essere sott’intesi o scontati visto che chi ascolta capisce chiaramente di che si parla, ma nel traslare da una lingua ad un altra si devono per forza aggiungere frasi per rendere accuratamente il senso del testo. C’è anche da aggiungere che in certi casi nel tradurre si deve “interpretare” o fare delle scelte teologiche per confutare false idee che possono crearsi nel corso del tempo e che possono basarsi su una lettura non accurata di un testo antico.
Colossesi 1:13-20 è uno di questi casi.

Paolo aveva chiaro in mente di cosa stava parlando e non pensava minimamente alla Trinità visto che per lui non esisteva questa dottrina. Nel brano in questione Paolo vuole indirizzare l’attenzione sul ruolo di Cristo nel proposito del Padre. I versetti 12 e 13 indicano che il soggetto che permette ai santi di partecipare alla luce e che li ha liberati è Dio Padre. E’ Dio che trasferisce i santi nel Regno del Figlio del Suo amore. Il versetto 15 indica che questo avviene perché il primogenito di Dio Padre è “l’immagine del Dio invisibile il primogenito di tutta la creazione”. Se è l’immagine non può essere la stessa persona. Ne riflette le qualità, l’essenza ma non si eguaglia a Dio Padre in alcun modo.

Nel tempo si è sviluppata l’idea di un Dio Figlio eguale al Dio Padre. I teologi della cristianità hanno analizzato filosoficamente il rapporto tra Dio Padre e il Figlio primogenito. Applicando le categorie della filosofia neoplatonica, il Figlio da “primogenito di” (cioè il primo della classe delle cose create) è diventato il “più insigne”. Per non scadere nel Diteismo i teologi hanno elaborato concetti della generazione eterna del Logos e della preesistenza in Dio Padre. Concetti che né Paolo né i cristiani di Colosse avevano in mente visto che i primi cristiani erano monoteisti come gli ebrei e il Cristo era considerato come un essere angelico dalle qualità divine che Dio Padre aveva reso Signore e Messia (Atti 2:36). Questo rende necessario tradurre in modo da trasmettere accuratamente non solo le parole ma anche il pensiero di Paolo. In greco non era necessario aggiungere “altre” visto che l’aggettivo “pas, pasa, pan” nella forma declinata lo sott’intende; ma in italiano, alla luce della cattiva interpretazione del brano, è necessario.

La Traduzione del Nuovo Mondo è l’unica ad aggiungere “altri” tra parentesi?

Anche altri si sono resi conto della necessità di farlo. Elenchiamo alcune traduzioni che traducono in modo simile:

  • “Cristo esisteva già prima di qualsiasi altra cosa, e tutte le cose sussistono in lui”. – Una Parola una Vita
  • “ogni altra cosa” – Il Nuovo Testamento da “La Bibbia in Lingua Moderna” (1991)
  • “everything else” – New Living Translation.
  • “everything else and everything else” – The New Testament (1988) W. Barclay
  • “all else” – The Translator’s New Testament (1973) – Living Bible – NAB – CEV
  • “Il Verbo fu principio di tutte le cose, essendo stato il prototipo di tutta la creazione operata dalla divinità…” – S. Paolo. Le lettere. (1934) Mons. A. Pierazzuoli. Nota di Col. 1:18.
  • “…primo frutto della creazione divina, immagine e modello secondo cui Dio ha creato tutte le altre cose…”. – I Proverbi della Bibbia a cura di Sabina Moser © 1995 NewtonCompton editori s.r.l. Roma. Nota di Proverbi 8:22.

Alcune riflessioni esegetiche

Al versetto 20 inoltre è detto che Dio riconcilia a sé tutte le cose mediante il Figlio. Certamente Dio non aveva bisogno di riconciliare a sé suo Figlio, in quanto la riconciliazione avveniva mediante lui. In questo caso è quindi ovvio che Paolo intendeva la riconciliazione di tutte le “altre” cose. Ma, che dire di Satana e di tutti gli angeli ribelli? Saranno anche loro riconciliati? No! Quindi, è chiaro che anche in questo versetto occorrerebbe aggiungere la parola “altre” che non compare nel testo greco.

Tornando ora al punto di vista grammaticale, ci sono altri passi in cui altri traduttori hanno tradotto il termine greco “ta panta” con l’espressione “tutte la altre“. Consideriamo anche che per le persone di lingua greca di allora era comune omettere la parola “altre”, tanto che negli scritti di Paolo sembra non ricorrere nemmeno una volta. (Vedi Grammatica del greco del Nuovo Testamento, Blass-Debrunner, Paideia, Brescia, 1982, pp. 587-588 §480, punto 1).

La TNM non è certamente la sola a tradurre con “tutti gli altri“, “tutte le altre“, ecc. Sì è possibile, anzi a volte è necessario, tradurre la parola greca “panta” in questa maniera. Ad esempio, in Matteo 26:35 è chiaro che sono “tutti gli altri” discepoli a dire quelle cose, altrimenti Pietro non sarebbe egli stesso un discepolo. (Vedi pure Atti 5:29) Inoltre in 1 Corinti 6:18 la fornicazione è anch’essa un peccato ed è incluso nella categoria dei peccati.

Il Dr. Jason BeDuhn, esperto in lingue antiche, tiene cattedra presso la
facoltà di Humanities, Arts, and Religion alla N.A. Univeristy in America,  scrive:

Chiamando Gesù ‘il primogenito della creazione’ nel v.15, Paolo ha esplicitamente identificato Cristo come parte della creazione. Sorprendentemente, molti cristiani trascurano questo fatto. I TdG attirano l’attenzione su esso inserendo [altre] nella sequenza dei versetti. Un pò autoritario, ma in termini di contenuto e significato del passaggio, perfettamente corretto. Paolo non voleva intendere che Cristo avesse creato se stesso ed egli [Cristo] naturalmente non creò Dio; piuttosto è l’agente della creazione di ogni cosa…’

Il Dott. Furuli, anch’egli esperto di greco neotestamentario con cattedra all’Università di Oslo, in merito alla Traduzione del Nuovo Mondo e al passo di Colossesi, scrive :

...La Traduzione del Nuovo Mondo è l’unica che ha centrato il bersaglio.

Concludendo possiamo dire che anche questa accusa rivolta ai testimoni di Geova risulta, alla luce dei fatti, destituita di fondamento.

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