I Testimoni di Geova e l’università: oscurantismo o libera scelta?

universitaFra le accuse mosse ai testimoni di Geova merita una menzione quella secondo cui la loro organizzazione distoglierebbe i propri giovani dal proposito di frequentare l’università o esorterebbe chi vi fosse già iscritto ad abbandonarla. Tale imputazione è spesso accompagnata (e aggravata) dalla presunzione, talora implicita, talaltra chiaramente espressa, per cui l’optare per una carriera accademica favorirebbe l’apertura intellettuale e quindi costituirebbe un ostacolo alla politica di controllo delle menti (e della vita) che – così si dice – sarebbe esercitata sui fedeli; ed è quindi accompagnata da immancabili commenti a sensazione, tipo “l’oscurantismo dei tdG”, “tdG ostili all’istruzione superiore”, “i tdG favoriscono l’arretratezza culturale”, “alla Società Torre di Guardia conviene tenere i giovani nell’ignoranza” e via farneticando.

Ironia della sorte, di solito questa tesi è patrocinata da ex-membri del gruppo dissidenti che sono essi stessi (diversamente da decine di migliaia di testimoni di Geova laureati) privi di qualunque istruzione universitaria, e quindi in una posizione non proprio ottimale per cimentarsi con un simile pistolotto di critica. Ad ogni modo, quanta parte di verità vi è in esso? Questo articolo, che intende fornire una risposta esaustiva a tale domanda, muove attraverso i seguenti passi:

Con l’avvertenza che in tutte le citazioni che seguono l’uso del grassetto, della sottolineatura e del corsivo e’ dell’autore del presente articolo, cominciamo con il considerare il primo punto.

L’organizzazione dei testimoni di Geova è contraria all’istruzione secolare?

A questa domanda forniamo anzitutto una risposta “probabile”, la sola risposta che, a giudicare dalle infuocate invettive di certi oppositori, ci si aspetterebbe. In base alle accuse degli apostati dovremmo riscontrare una presa di posizione netta e totalizzante: un ‘bando’ lanciato all’indirizzo non solo dell’università, ma di tutte le scuole secolari, la cui frequentazione, coerentemente, non dovrebbe essere raccomandata se non nella misura in cui ciò sia obbligatorio per legge. Anzi, a ben guardare ciò dovrebbe valere molto più per le scuole superiori che non per gli atenei universitari: e’ noto a tutti che la mente di un adolescente e’ in più rapida evoluzione, e quindi soggetta al condizionamento esterno in una misura maggiore, rispetto a quella di un maggiorenne; sarebbe quindi auspicabile, da parte di una

Incoraggiato il proseguimento degli studi oltre l’obbligo scolastico

Organizzazione che si suppone tutta tesa alla coercizione psicologica, che il giovane testimone di Geova si limitasse a frequentare le sole scuole dell’obbligo, giusto il tempo di imparare a leggere e a scrivere e i rudimenti di qualche altra materia, per poi lasciare la scuola. Stanno così le cose?

Consideriamo i seguenti commenti da un libro specificamente indirizzato ai ragazzi in età scolare: “I giovani chiedono… risposte pratiche alle loro domande”. Nel capitolo 17, dal significativo titolo “Dovrei lasciare la scuola?”, alle pagine da 134 a 139, si legge:

“Secoli fa il re Salomone scrisse dei proverbi “per dare agli inesperti accortezza, al giovane conoscenza e capacità di pensare”. (Proverbi 1:1-4) Sì, l’inesperienza accompagna la giovinezza. La scuola, peraltro, può aiutarti a educare e coltivare la capacità di pensare. Questa e’ non semplicemente la capacità di enumerare fatti, ma anche di analizzarli ricavandone idee produttive. Anche se molti criticano il modo in cui alcune scuole impartiscono l’insegnamento, nondimeno la scuola ti costringe a usare la mente”.

Ancora:

“E’ quindi comprensibile che ci siano poche prospettive di lavoro per chi lascia la scuola. Walter (citato prima) lo ha imparato a sue spese. “Ho presentato tante domande di lavoro e non me ne veniva accettata nessuna perché non avevo il diploma”. Ha ammesso anche: “La gente usa a volte parole che non capisco, e mi sento stupido… Negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione fra i giovani dai 16 ai 24 anni che non hanno ultimato gli studi “e’ quasi due volte più elevato che fra i loro coetanei che si sono diplomati e quasi tre volte superiore alla disoccupazione globale”. (The New York Times) “Coloro che non completano la propria istruzione si precludono ogni opportunità”, aggiunge F. Philip Rice nel libro The Adolescent. Chi ha interrotto gli studi potrebbe non avere la basilare preparazione necessaria per fare sia pure il lavoro più semplice”.

E ancora:

“[Un altro] vantaggio durevole è quello di conoscere i tuoi lati forti e quelli deboli. Michelle, che ha trovato lavoro nel campo dell’informatica, ha osservato: “A scuola ho imparato a lavorare sotto pressione, a superare un esame e ad esprimermi”… ‘La scuola mi ha insegnato a valutare gli insuccessi’, dice un’altra ragazza la quale aveva la tendenza a considerare gli altri, e non se stessa, la causa dei suoi fallimenti. Altri hanno tratto beneficio dalla rigida routine scolastica. […] Salomone incoraggiò i giovani a “conoscere la sapienza e la disciplina”. (Proverbi 1:2) Le scuole in cui regna la disciplina hanno formato molte menti disciplinate e al tempo stesso creative”.

Si dà anche risalto all’incidenza che una buona istruzione può avere sulle attività religiose dei testimoni di Geova:

”Avendo un’istruzione puoi essere preparato per assolvere le tue responsabilità cristiane. Se hai acquistato buone abitudini di studio e hai imparato a leggere bene, ti è più facile studiare la Parola di Dio. (Salmo 1:2) Avendo imparato a scuola ad esprimerti, ti è più facile insegnare le verità bibliche ad altri. Anche una certa conoscenza della storia, delle scienze, della geografia e della matematica e’ utile e ti aiuterà ad avere contatti con persone che hanno cultura, interessi e credi diversi.”

Da notare che questi commenti sono tratti da un articolo della rivista Svegliatevi!, edita dalla Watch Tower Society, che risale al 1984. Nella maggioranza dei paesi del mondo l’obbligo scolastico a quell’epoca non arrivava alle scuole superiori. In Italia, ad esempio, i giovani erano tenuti a frequentare le scuole fino al conseguimento della terza media e in ogni caso non oltre il quattordicesimo anni di età; in seguito, con la finanziaria del 2006, l’obbligo è stata innalzato, ma solo fino ai sedici anni: l’esame di maturità è tuttora (2009) escluso dall’obbligo scolastico.In definitiva, le stesse normative vigenti offrono alla WTS una splendida occasione per raccomandare ai giovani di ‘mollare’ la scuola il prima possibile. E invece no: con grande disappunto dei detrattori, l’Organizzazione dei testimoni di Geova incoraggia da almeno venticinque anni a proseguire gli studi fino al diploma, e anche oltre:

Nelle Filippine una sorella doveva lavorare per mantenere la famiglia, ma desiderava fare la pioniera. La filiale riferisce: “E’ riuscita nel suo intento perché ha frequentato un corso di studio supplementare ed è diventata una ragioniera iscritta all’albo”. (Torre di Guardia del 01/11/1992, pag. 18) [Vedi nota].

Che dire? Un pò difficile da spiegare, per chi si ostina a ritrarre la WTS come una incubatrice di analfabeti.

Naturalmente il frequentare le scuole superiori non è particolarmente meritorio in sé, né lo è il mostrarsi studenti seri e diligenti. Ma i testimoni di Geova scoraggiano forse l’accrescimento della propria conoscenza al di fuori di ciò che è strettamente richiesto dai programmi scolastici, come se tutto si esaurisse nel richiamo ad un dovere ‘civico’ da onorare? Un leit-motiv delle polemiche apostate è ad esempio che la WTS sconsiglierebbe la lettura, a meno che non abbia per oggetto le pubblicazioni della stessa Società (WTS). Tale appunto ha il sostegno dei fatti? Vediamo.

Migliorando la vostra capacità di leggere potete attingere a un’infinità di conoscenze, la grande quantità di informazioni disponibili su carta stampata. Naturalmente si possono imparare alcune di queste cose attraverso la TV e le videocassette, ma la lettura stimola e migliora i processi mentali, l’immaginazione e la capacità di esprimersi. Si hanno parole e immagini mentali da ricordare, di cui parlare e di cui scrivere in modo intelligente in merito a molti soggetti, diventando così persone più interessanti da frequentare. (Svegliatevi! del 22/07/1991, pag. 27)

Senza dubbio quasi tutti avremo provato il piacere di rilassarci leggendo un buon libro, girando le pagine sempre più in fretta man mano che la trama ci avvinceva. Queste forme di svago … possono anche stimolarci, edificarci, toccarci il cuore, farci ridere . . . persino illuminarci. La letteratura, ad esempio, può insegnarci molto sulla natura umana. Ne sono un chiaro esempio le opere di Shakespeare. (Svegliatevi! del 08/11/1992 pag. 5)

Fu a quel punto, credo, che il nostro rapporto cambiò da quello fra una bambina e una persona adulta a una vera amicizia in cui ciascuna apprezzava la compagnia dell’altra. Lo si poteva capire da tante cose, ma una in particolare fu che, invece di libri per bambini, cominciammo a leggere insieme classici come Jane Eyre, Villette, Orgoglio e pregiudizio e The Woman in White. I miei gusti in fatto di letture erano maturati. (Svegliatevi! del 22/02/1996, pag. 27)

Siamo dunque molto lontani dalla immagine precotta che i dissidenti vorrebbero appioppare all’Organizzazione di Geova come di una setta di ispirazione quasi orwelliana, reazionaria e oscurantista. E l’attenzione riservata alla letteratura si estende a molti altri campi:

Vi piacerebbe “parlare” coi computer? Impararne i linguaggi potrebbe essere un’interessante sfida. (conclusione di un articolo di Svegliatevi! del 22/04/1983 pag. 25)

Lo studio della storia nelle scuole e nelle università spesso sembra non consistere in altro che acquisire nozioni su avvenimenti, battaglie, documenti e personaggi. H. G. Wells disse che il “gretto insegnamento della storia” che abbiamo ricevuto a scuola era per lo più “un elenco noioso e parzialmente dimenticato di re o presidenti”. Ma per le persone riflessive, la storia dovrebbe essere un faro che getta luce sulle trappole del passato e del presente… Considerate ora alcune notevoli lezioni della storia e ciò che da queste l’umanità non ha imparato. (Svegliatevi! del 08/08/1984 pag. 4)

C’è tanta buona musica!… Solo per conoscere bene [le] opere di Bach, Vivaldi, Telemann, Handel, Haydn e Mozart … ci vorrebbero anni. E si badi che questo non include le opere dei loro contemporanei. (Torre di Guardia del 15/08/1984 pag. 22)

In molte zone c’è la possibilità di dedicarsi a svariate attività sane…Potresti allargare il campo provando a visitare un museo. (I giovani chiedono… Risposte pratiche alle loro domande, pag. 300)

Antonello: Ti è piaciuta l’opera? … Max: E’ stato uno spettacolo bellissimo… La buona musica e il bel canto ci fanno apprezzare il Creatore, che ha dotato l’uomo del dono della voce e della capacità di comporre, suonare e gustare la musica. Grazie per avermi regalato una serata così piacevole ed emozionante. (Da un dialogo immaginario nel quale si decantano le suggestioni dell’opera lirica: Svegliatevi! del 08/07/1994, pag. 27)

Incoraggiate vostro figlio a dedicarsi a qualche attività sana, come imparare a suonare uno strumento musicale [o] imparare un’altra lingua. (Torre di Guardia del 12/02/2003 pag. 27)

Per essere efficace l’istruzione dovrebbe anche produrre nei ragazzi gioia di vivere e aiutarli a inserirsi nella società come individui equilibrati. Pertanto i testimoni di Geova ritengono che la scelta delle
attività extrascolastiche sia molto importante. Credono che svago sano, musica, hobby, esercizio fisico, visite di biblioteche… abbiano una parte importante in un programma educativo equilibrato. (I testimoni di Geova e l’istruzione, pag. 5)

Insomma, i giovani e gli altri membri della congregazione sono incoraggiati, con buona pace dei critici radical/chic in aperta (e sterile) polemica con la loro ex-religione, a coltivare un’ampia gamma di interessi, attingendo da vari campi dello scibile umano, dalla storia alla tecnologia informatica, dalla musica sinfonica al bel canto.

L’Organizzazione di Geova raccomanda la lettura e l’erudizione in vari
campi dello scibile

Dal momento che l’Organizzazione di Geova non è contraria all’istruzione secolare, si può almeno postulare che sia avversa alla cultura ‘elevata’ la cui conquista richiede evidentemente più dei basilari studi scolastici? Tutt’altro. La posizione ufficiale è bene espressa da citazioni come queste:

Ogni persona informata sa che gli scienziati hanno ottenuto risultati sorprendenti in molti campi. La ricerca scientifica ha accresciuto in modo straordinario la nostra conoscenza sia dell’universo che della terra e dei viventi. Lo studio del corpo umano ha permesso di curare meglio malattie e traumi. I rapidi progressi nel campo dell’elettronica ci hanno introdotto nell’era del computer, cosa che sta cambiando il nostro modo di vivere. Gli scienziati hanno compiuto imprese straordinarie, mandando addirittura uomini sulla luna e facendoli tornare sulla terra. E’ più che giusto apprezzare le loro capacità, dal momento che hanno notevolmente accresciuto la nostra conoscenza del mondo che ci circonda, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. (Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?, pag. 9)

I testimoni di Geova invitano le persone di mente aperta, sia quelle dalla mentalità scientifica che quelle religiose, a impegnarsi con sincerità nella ricerca della verità in entrambi i campi. Nelle loro congregazioni i Testimoni incoraggiano un sano rispetto per la scienza e per le sue scoperte dimostrate. (Svegliatevi! del 08/06/2002, pag. 11)

Per questa precisa ragione, come i lettori affezionati ben sanno, le pubblicazioni della Watch Tower Society e in primo luogo i periodici La Torre di Guardia e Svegliatevi! ‘straripano’ di citazioni dotte. In un articolo sui terremoti non mancano interviste a geologi, sismologi e altri esperti di settore. In un altro in cui si illustrano i benefici di una regolare attività fisica, gli effetti di una malattia, le caratteristiche di un trattamento terapeutico, si possono leggere dichiarazioni di medici, specialisti o primari ospedalieri. Lo stesso avviene per centinaia di biologi, architetti e altri esperti di edilizia, intenditori d’arte, musicisti, filosofi, storici, insegnanti scolastici e universitari, pedagoghi, uomini di legge, consulenti economici, sociologi, letterati, teologi, studiosi delle lingue bibliche, presi a riferimento in base ai rispettivi ambiti di competenza. Questo massiccio ricorso a citazioni erudite dovrebbe bastare a convincere l’avventore non prevenuto dell’assenza di qualsiasi approccio pregiudizievole al cosiddetto “mondo della cultura”.

Se si provasse a effettuare una ricerca testuale dei termini ‘università’ e ‘laurea’ (e derivati) nelle pubblicazioni dei testimoni di Geova, sarebbe immediato riscontrare come nella quasi totalità delle occorrenze essi vengano usati nel contesto di tali citazioni o comunque senza finalità critiche; solo in un novero di casi decisamente modesto (se rapportato al totale) sono utilizzati con accezione negativa.Ma proviamo ad entrare nel merito di questi ultimi.

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[NOTA] I ‘pionieri’ sono testimoni di Geova che dedicano un numero prefissato di ore all’opera volontaria di evangelizzazione. (Torna su)

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